Pierfrancesco Favino: età, moglie, figlie, sorella, padre, patrimonio, malattia, i film in programma nel 2022

L’attore ha compiuto oggi 53 anni, il 24 agosto 1969, a Roma. Nel 2003 ha conosciuto la collega Anna Ferzetti, di 13 anni più giovane. Tuttavia, i due non si sono mai sposati. Dalla loro relazione sono nate Greta e Lea. Pierfrancesco e Anna hanno vissuto a lungo in due appartamenti separati nello stesso condominio. Iniziarono a convivere solo dopo la nascita della loro figlia maggiore. Chissà qual è il segreto del loro amore duraturo.

Chi è Pierfrancesco Favino

  • Nome: Pierfrancesco Favino
  • Età: 53 anni
  • Data di nascita: 24 agosto del 1969
  • Segno zodiacale: Vergine
  • Città di nascita: Roma
  • Profilo Instagram ufficiale: @pierfrancescofavino

Patrimonio Pierfrancesco Favino

Come è noto, in alcuni casi è difficile risalire al patrimonio effettivo di un attore del calibro di Favino. Tuttavia, si prevede che guadagni in media 300.000 euro per film. Sono inclusi anche i guadagni per le apparizioni in sala e in televisione, come nel caso del Festival di Sanremo 2018, dove ha ricevuto lo stesso compenso di un film.

Carriera Pierfrancesco Favino

L’attore, nato e cresciuto a Roma e con genitori foggiani, si è diplomato all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico sotto la guida dei maestri Luca Ronconi e Orazio Costa. Favino ha esordito nel 1991 con “Una questione privata”. Quattro anni dopo, appare nel film “Pugili”, diretto da Lino Capolicchio.

Nel 2001 ha l’opportunità di apparire nel film di grande successo di Gabriele Muccino “L’ultimo bacio”. L’attore è noto soprattutto per i suoi ruoli drammatici in film come “El Alamein – La linea del fuoco”, che gli è valso una nomination ai Premi David nel 2002, e “Da zero a dieci”, in cui interpreta un medico omosessuale.

Dopo essere apparso in fiction televisive come “Amico mio”, “Padre Pio” e “Ferrari”, ha debuttato in televisione nella miniserie del 2006 “Gino Bartali – L’intramontabile”. Non sfigura, invece, in commedie come “Passato prossimo”, uscito nel 2002, “Al cuore si comanda”, uscito nel 2003, e “Nessun messaggio in segreteria”, uscito nel 2005.

Nel 2004 appare brevemente in “Le chiavi di casa”, ottenendo una nomination ai Nastri d’Argento come attore non protagonista. L’anno successivo, interpreta “Libanese” nel film “Romanzo criminale”, per il quale riceve un Nastro d’argento come miglior attore protagonista. Condivide questo trionfo con Kim Rossi Stuart (nel ruolo del “Freddo”) e Claudio Santamaria (il “Dandi”). L’interpretazione gli vale il Premio David.

Vita Pierfrancesco Favino

Ha incontrato per la prima volta la collega Anna Ferzetti, di 13 anni, nel 2003. Tuttavia, i due non si sono mai sposati. Dalla loro relazione sono nate le figlie Greta e Lea. Per un lungo periodo, Pierfrancesco e Anna hanno condiviso un edificio con altri inquilini, ma hanno vissuto in due appartamenti separati. Iniziarono a vivere insieme solo dopo la nascita della figlia maggiore. Chissà, forse è la chiave del loro amore duraturo.

Curiosità Pierfrancesco Favino

  • L’attore si trovava sul set di “El Alamein” quando gli fu detto di chiamare la sorella per dirle della morte del padre. Il legame di Pierfrancesco con il padre si era raffreddato dopo la sua scelta di intraprendere la carriera di attore contro il volere del padre.
  • Favino ha rivelato a Vanity Fair di aver fatto ricerche approfondite per il suo ruolo di Tommaso Buscetta in “Il traditore”, un film premiato da Netflix, per scoprire ciò che il voltagabbana della mafia non aveva ancora rivelato. “Quello che sappiamo di Buscetta è perché lui voleva che lo sapessimo”, ha spiegato. Di conseguenza, il suo tentativo è stato quello di indagare in zone dove c’era poca luce. La caccia è stata difficile e, soprattutto, “pericolosa”. Favino è entrato “in contatto con la realtà”. E fu proprio quest’ultima a permettergli di vedere con chiarezza. Nonostante non fosse previsto per la parte (non superò il provino), convinse il regista Marco Bellocchio ad affidargli il ruolo. L’attore aveva chiaramente ragione.
  • Per girare una scena di Suburra davanti al Parlamento, l’attore e la troupe hanno ripetuto una battuta così tante volte che gli agenti sul posto gli hanno ordinato di andarsene. Tuttavia, a Pierfrancesco va ricordato che non è stato l’unico: “Stefano Sollima spara fino a quando non gli sparano alla nuca”. I veri carabinieri sono arrivati sul posto davanti al Parlamento, che è stato colpito più volte: ‘Ora dovete andarvene'”.


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