Sanremo 2026: La Moda come Espressione Artistica
La seconda serata del Festival di Sanremo 2026 rappresenta quel periodo dell’anno in cui la moda si trasforma in un caleidoscopio di emozioni e idee. Al Teatro Ariston, l’eleganza si intreccia con l’improvvisazione, il couture con il cosplay emozionale, mentre il minimalismo può rivelarsi un “ho indossato tutto ciò che avevo in valigia”. È una passerella ricca di contrasti, con momenti di genialità e di eccentricità. La verità è che a Sanremo, la moda è sempre sorprendente. A volte provoca confusione, ma non scivola mai nella banalità. Ecco un resoconto su chi ha catturato l’attenzione, chi ha esagerato senza autenticità, chi ha camminato sul filo del “quasi” e chi è rimasto nel limbo del “carino, ma…”.
Laura Pausini: cristalli sì, magia no
La serata si apre con Laura Pausini, che indossa un completo pantalone e un giubbotto napoleonico decorato con cristalli neri di Giorgio Armani. Un look luminoso e ben realizzato, ma che purtroppo non riesce a brillare in televisione. Anche il cappotto di velluto ricamato è tecnicamente impeccabile, ma su di lei ricorda più una vestaglia elegante che un outfit da concerto. Scenografia: 10. Emozione: rimandata. Voto: 5.
Achille Lauro: spettacolo, ma con classe
Achille Lauro si distingue per aver compreso che la moda può essere uno show senza scadere nel carnevale. Indossa un smoking totale bianco di Dolce & Gabbana, completato da un gilet scultoreo con maxi fiocco e gioielli preziosi. Teatrale, ma non eccessivo. Iconico? Assolutamente. È un abito studiato appositamente per l’Ariston e funziona perfettamente. Fuoriclasse. Voto: 8.
Patty Pravo: Scala vibes
Patty Pravo opta per un look in velluto rosso con strascico e ballerine a punta, ma appare più adatta per una prima alla Scala che per una serata pop. Le maniche lunghe in velluto rendono il look pesante, mentre lo styling non riesce ad alleggerirlo. Imponente, ma non in linea con l’atmosfera. Voto: 6.
I corretti, i pacati, i “senza sussulti”
Gianluca Gazzoli fa il suo debutto in smoking nero (in velluto) di Emporio Armani. Elegante e ordinato, ma senza sorprese. Voto: 7.
Carlo Conti rimane fedele al suo total black di Stefano Ricci. Monopetto, pulizia e controllo. Nessuna sorpresa, ma impeccabile. Voto: 7.
Pilar Fogliati: da “meh” a wow
Alla prima uscita, Pilar Fogliati indossa un elegante monospalla melanzana in taffetà di Giorgio Armani Privé. Ambizioso, ma non memorabile. Voto: 6. Nella seconda uscita, invece, sfoggia un nero cut-out che esalta la silhouette e una presenza scenica finalmente centrata. Boom. Voto: 8. Un vero cambiamento in diretta tv.
Leather-core boys
LDA e Aka 7even ripropongono trench e bomber color cioccolato. Dopo i blouson gemelli della prima serata, il risultato è troppo coordinato. Voto: 6.
Enrico Nigiotti: casual total black con man bun, ma non riesce a conquistare. Voto: 5.
Tommaso Paradiso continua con il total black di Emporio Armani, ma la t-shirt che riappare sembra un ritorno al 2012. Voto: 5½.
Elettra, Ermal e l’editoriale che quasi funziona
Elettra Lamborghini sceglie un couture argento trasparente di Tony Ward. Con spalline scultoree e maxi scollatura, il look è esplosivo, ma forse eccessivo. Voto: 6.
Ermal Meta indossa un total look custom Trussardi con denim floccato e cappotto chevron. Un boho chic affascinante, ma più adatto per una sessione fotografica che per l’Ariston. Lui riesce a portarlo con naturalezza, facendo la differenza. Voto: 7.
Levante e il tubino da standing ovation
Il tubino acquamarina di Levante, creato da Giorgio Armani, è stupendo. Con cristalli sul bordo e una silhouette scolpita, la presenza scenica è magnetica. Forse un po’ troppo aderente in vita, ma quando un abito sta così bene, ogni difetto è perdonato. Un momento iconico. Pulizia, eleganza e femminilità consapevole. Voto: 8.
Le Bambole di Pezza: attitude over everything
Le Bambole di Pezza si divertono con abiti maschili e vincono. Martina in frac oversize emana un’energia rock senza sforzo. Con capelli tirati indietro e uno sguardo deciso, mostrano un’attitudine naturale. Non è solo questione di stile, ma di presenza autentica. L’estetica androgina funziona perché è coerente con il loro mondo. Cool e forti. Voto: 9.
I divisivi: tra emo e western drama
Chiello presenta pantaloni in pelle bassissimi e camicia a righe bordeaux. Sebbene l’effetto rocker ci sia, appare più pronto per un raduno emo che per il palco più visto d’Italia. Voto: 6-.
J-Ax conferma il mood cowboy con cappello e bolo tie, ma l’effetto visivo risulta confuso. Poco incisivo.
Insieme, Fedez & Marco Masini presentano un look che non stupisce né disturba. Entrambi restano in una zona neutra, senza lasciare traccia. Voti sospesi.
Ditonellapiaga & Dargen: troppo, troppo?
Ditonellapiaga continua sulla scia del Barbiecore con un bustier body nero che evidenzia fianchi scolpiti, ma il risultato finale rimane ambiguo, oscillando tra scenografia e caricatura. Voto: 5.
Dargen D’Amico porta sul palco una cappa patchwork di Mordecai, ma l’accumulo di stili rischia di risultare eccessivo. Indiscutibilmente lui, ma l’Ariston richiede maggiore sintesi. Voto: 5.
